Essere l'erede di una fortuna non ha fatto bene a Rollo (Buster Keaton), ingabbiato in una esistenza dorata ma vuota. Un giorno guarda fuori da una finestra e vede una coppia appena sposata (dettaglio strano, sono di colore, e negli anni venti se non eri bianco, possibilmente di origine inglese, non avevi una gran visibilità sulle pellicole made in Hollywood, se non come buffo o cattivo, vedasi anche il finale di questo film) che sembra molto felice. Decide dunque di sposarsi anche lui. Unica candidata che gli viene in mente è Betsy (Kathryn McGuire), che ha il suo medesimo status sociale, probabilmente l'unica donna di sua conoscenza che potrebbe fare al caso suo.
All'oscuro di come funzionano le cose nel mondo reale, Rollo assume che Betsy accetterà senza indugi la sua proposta di matrimonio, e compra i biglietti per una luna di miele in nave ancor prima di comunicare le sue intenzioni alla sua amata. La quale ovviamente gli dice di no. Magari anche solo per verificare quanto Rollo fosse realmente interessato. Fatto è che si tratta probabilmente del primo no che Rollo sente da tempo immemorabile, e il nostro non sa proprio come reagire. Finisce per decidere di farsi da solo la luna di miele senza moglie.
Una serie di bizzarre circostanze fa sì che Rollo e Betsy si trovino da soli su di una nave da crociera, The navigator (da cui il titolo), lasciata alla deriva. I due dovranno ingegnarsi per sopravvivere in un ambiente pieno di risorse ma senza servitori. Non è chiaro se l'avventura faccia maturare i due protagonisti, però almeno viene mostrata una loro evoluzione. Inizialmente incapaci di fare alcunché, alla fine li troveremo, sempre pasticcioni, ma inventivi.
Uno dei migliori film di Keaton. Peccato solo per il pre-finale dove i nostri due incontrano una popolazione indigena di presunti cannibali che potrebbe reggere solo in una barzelletta.
Visualizzazione post con etichetta 1924. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta 1924. Mostra tutti i post
La palla n° 13 - Calma, signori miei!
Il catastrofico risultato delle proiezioni in anteprima spinse a tagliare la pellicola fino alle dimensioni con cui la conosciamo oggi, circa tre quarti d'ora. Ohimè.
Un timido e gentile proiezionista (Buster Keaton) coltiva il sogno di diventare detective, da cui il titolo originale Scherlock Jr., e finisce per far male entrambe le cose. E' anche innamorato di una bella fanciulla, in competizione con un brutto ceffo che non si fa problemi a rubare l'orologio del padre di Lei per fare alla figlia un regalo che lo metta in buona luce, e che inoltre fa in modo di far ricadere la colpa della malefatta sul nostro eroe.
Tornato al lavoro, si assopisce al proiettore mentre sullo schermo va un polpettone tra il mystery e il romantico d'alta classe. E qui il suo subconscio lascia il suo corpo per entrare nella pellicola. Trasformatosi in un dandy investigatore, dopo svariate fantasmagoriche trovate e peripezie - spettacolare la folle corsa in motocicletta seduto sul manubrio - risolve un caso che ricorda molto la sua vicenda.
Nel frattempo Lei risolve il caso reale, e lo va a trovare al cinema per spiegargli l'accaduto. L'estrema timidezza di Lui rischierebbe di rovinare il finale, ma per fortuna il finale del film nel film gli suggerisce come comportarsi, anche se gli rimane qualche perplessità sul quello che ne consegue.
Il deplorevole risultato economico credo sia da imputare alla modernità del racconto, decisamente in anticipo sui tempi. Pensare al sogno come rielaborazione dei fatti vissuti è una cosa che pare normale a noi. Cento anni fa non veniva così spontaneo e non credo che nessun altro l'abbia messo sullo schermo. Inoltre, si noti come Lei non sia in passiva attesa che Lui risolva il problema, ma si dia da fare in prima persona, dimostrandosi all'altezza della situazione.
Un timido e gentile proiezionista (Buster Keaton) coltiva il sogno di diventare detective, da cui il titolo originale Scherlock Jr., e finisce per far male entrambe le cose. E' anche innamorato di una bella fanciulla, in competizione con un brutto ceffo che non si fa problemi a rubare l'orologio del padre di Lei per fare alla figlia un regalo che lo metta in buona luce, e che inoltre fa in modo di far ricadere la colpa della malefatta sul nostro eroe.
Tornato al lavoro, si assopisce al proiettore mentre sullo schermo va un polpettone tra il mystery e il romantico d'alta classe. E qui il suo subconscio lascia il suo corpo per entrare nella pellicola. Trasformatosi in un dandy investigatore, dopo svariate fantasmagoriche trovate e peripezie - spettacolare la folle corsa in motocicletta seduto sul manubrio - risolve un caso che ricorda molto la sua vicenda.
Nel frattempo Lei risolve il caso reale, e lo va a trovare al cinema per spiegargli l'accaduto. L'estrema timidezza di Lui rischierebbe di rovinare il finale, ma per fortuna il finale del film nel film gli suggerisce come comportarsi, anche se gli rimane qualche perplessità sul quello che ne consegue.
Il deplorevole risultato economico credo sia da imputare alla modernità del racconto, decisamente in anticipo sui tempi. Pensare al sogno come rielaborazione dei fatti vissuti è una cosa che pare normale a noi. Cento anni fa non veniva così spontaneo e non credo che nessun altro l'abbia messo sullo schermo. Inoltre, si noti come Lei non sia in passiva attesa che Lui risolva il problema, ma si dia da fare in prima persona, dimostrandosi all'altezza della situazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)