In originale Go west, da non confondersi con l'omonimo titolo dei fratelli Marx di quindici anni dopo, che non sembra avere molto a che fare con questo film di Buster Keaton, ma l'estro trasformista di Groucho & company lascia sempre poco spazio alle certezze.
Qui si narra di un tale (Keaton) che ha così poco successo presso l'umano consesso da essere indicato come Friendless (senza amici) nei titoli. Lascia il suo paese natale vendendo tutte le sue proprietà per un tozzo di pane, e va nella grande città, che poi sarebbe New York, dove resiste per circa dieci minuti. Troppa confusione, non fa per lui. Decide dunque, come da titolo, di andare ad ovest.
Finisce per caso in una fattoria nel mezzo del nulla e si improvvisa cow-boy, con risultati non eccessivamente positivi. La bella figlia del fattore non sembra del tutto insensibile al suo (ben nascosto) fascino, ma lui certe cose proprio non le afferra. Capisce però che una manzetta, anche lei non particolarmente fortunata con la sua specie, ha per lui una certa simpatia, e i due si mettono a fare coppia fissa.
Il destino dei bovini è segnato, e giunge il giorno della partenza per un lotto che include pure l'amica del nostro eroe. Vorrebbe riscattarla ma, povero com'è, non gli è possibile. E allora decide di accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Succede però che un vicino di fattoria non veda di buon occhio questo trasporto, e faccia di tutto per sabotarlo. Finisce che a San Francisco l'unico cow-boy che arriva è proprio lui, e dovrà guidare l'intera mandria al macello attraversando la città, causando una serie di problemi alla popolazione.
Credo che la scena più famosa sia quella in cui Keaton è costretto a sorridere, sotto minaccia di pistola, da un altro mandriano. Niente da fare, prova pure a forzare un sorriso spingendo gli estremi della sua bocca con due dita, ma senza risultato.
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Le sette probabilità
James (Buster Keaton) è un broker finanziario molto timido con le donne. Ama Mary (Ruth Dwyer) ma non riesce a dirglielo. Forse anche perché non è sicuro dal punto di vista economico, visto che lui e il suo partner (T. Roy Barnes), apprendiamo subito, sono sull'orlo del tracollo. Succede però che quel burlone di suo nonno muore lasciandogli in eredità ben sette milioni, ma a patto che che lui risulti sposato prima delle sette della sera del suo ventisettesimo compleanno, che è ovviamente il giorno stesso in cui James riceve la notizia.
Sembrerebbe una benedizione caduta dal cielo, James ha un argomento sostanziale per rompere il ghiaccio e dichiararsi alla sua Mary. Purtroppo, riesce invece a mettere le cose in modo tale da far imbizzarrire la sua amata che, con gran disdoro, gli nega la sua mano.
Partner e avvocato lo convincono, a fatica, a trovare una soluzione di ripiego, sposare una qualunque tra le donne che conosce. Ma l'incapacità di James, e una buona dose di sfortuna, riesce a far fallire anche questo progetto. Sette sono le donne possibili (da cui il titolo del film, Seven chances), nessuna di queste ha la minima intenzione di sposarsi con lui. A questo punto, si passa al piano disperato. Mentre James si dichiara ogni donna che incontra (e anche a due uomini, un travestito e uno scozzese), il partner mette un annuncio sul giornale convocando chi si voglia maritare presso una data chiesa.
Una torma di donne si presenta all'appuntamento e, pensando di essere vittima di uno scherzo, si mettono ad inseguire James per la città, requisendo tram, abbattendo muri, travolgendo squadre di rugby, mettendo in fuga poliziotti. Un vero flagello biblico.
Nel frattempo, Mary è riuscita a recapitare a James un bigliettino, in cui lo perdona. Dunque il nuovo obiettivo di Lui è riuscire a scappare dalla folla inferocita per raggiungere la sua amata in tempo. Infatti, nonostante sia ormai chiaro che dei milioni ai due non importa nulla, senza quei soldi James sarebbe rovinato, e non se la sentirebbe di trascinare Mary in una esistenza così insicura.
La storia è più in linea con le aspettative del pubblico cinematografico del tempo, probabilmente per esigenze commerciali, dopo il flop di Scherlock Jr, e la stravaganza di comprarsi una intera nave per girare The navigator. Da notare l'uomo di fatica della famiglia di Lei sia di colore e caratterizzato come sciocco e indolente, luogo comune evitato nei precedenti lungometraggi keatoniani. O anche come sia segnalato come ridicolmente assurdo anche il solo pensare ad un matrimonio misto, non solo con una donna di colore, ma anche con una ebrea.
Sembrerebbe una benedizione caduta dal cielo, James ha un argomento sostanziale per rompere il ghiaccio e dichiararsi alla sua Mary. Purtroppo, riesce invece a mettere le cose in modo tale da far imbizzarrire la sua amata che, con gran disdoro, gli nega la sua mano.
Partner e avvocato lo convincono, a fatica, a trovare una soluzione di ripiego, sposare una qualunque tra le donne che conosce. Ma l'incapacità di James, e una buona dose di sfortuna, riesce a far fallire anche questo progetto. Sette sono le donne possibili (da cui il titolo del film, Seven chances), nessuna di queste ha la minima intenzione di sposarsi con lui. A questo punto, si passa al piano disperato. Mentre James si dichiara ogni donna che incontra (e anche a due uomini, un travestito e uno scozzese), il partner mette un annuncio sul giornale convocando chi si voglia maritare presso una data chiesa.
Una torma di donne si presenta all'appuntamento e, pensando di essere vittima di uno scherzo, si mettono ad inseguire James per la città, requisendo tram, abbattendo muri, travolgendo squadre di rugby, mettendo in fuga poliziotti. Un vero flagello biblico.
Nel frattempo, Mary è riuscita a recapitare a James un bigliettino, in cui lo perdona. Dunque il nuovo obiettivo di Lui è riuscire a scappare dalla folla inferocita per raggiungere la sua amata in tempo. Infatti, nonostante sia ormai chiaro che dei milioni ai due non importa nulla, senza quei soldi James sarebbe rovinato, e non se la sentirebbe di trascinare Mary in una esistenza così insicura.
La storia è più in linea con le aspettative del pubblico cinematografico del tempo, probabilmente per esigenze commerciali, dopo il flop di Scherlock Jr, e la stravaganza di comprarsi una intera nave per girare The navigator. Da notare l'uomo di fatica della famiglia di Lei sia di colore e caratterizzato come sciocco e indolente, luogo comune evitato nei precedenti lungometraggi keatoniani. O anche come sia segnalato come ridicolmente assurdo anche il solo pensare ad un matrimonio misto, non solo con una donna di colore, ma anche con una ebrea.
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