Il labirinto del fauno

Guillermo del Toro lo conoscevo come regista di Mimic, un film, ad essere gentili, scarsotto - dove certi insettazzi, a causa dell'intervento dei soliti scienziati disattenti, finiscono per diventare predatori degli umani, film che ha il suo più grosso punto di interesse nella presenza di Mira Sorvino (meglio nota per La dea dell'amore di Woody Allen) nel ruolo principale e di Giancarlo Giannini che fa quello che schiatta subito perdipiù in modo orribile.

Dati i precedenti, non ero molto ben disposto nei suoi confronti. Ma Il labirinto del fauno è davvero tutt'altra storia. A dire il vero sono due storie, meglio una storia narrata da due punti di vista opposti. Una bambina vive una esperienza tragica, ai tempi del finire della guerra civile spagnola. Si rifugia in un mondo di favole in cui avrà un lieto fine a sorpresa, dopo averne passate di tutti i colori, come ben si addice al genere. Nel mondo reale le cose, ohimé, vanno a finire meno bene.

L'immaginario mostrato nella parte fantastica è decisamente sorprendente e affascinante. Ottima regia, complessivamente buona recitazione, una colonna sonora davvero bella.

Se ho capito bene, dovrebbe essere il film in spagnolo che ha incassato di più in assoluto; di sicuro ha preso una montagna di premi, tra cui tre oscar e, naturalmente, innumerevoli goya.

Curioso che in italiano si sia rispettato il titolo originale spagnolo, El laberinto del fauno, mentre in francese, inglese e tedesco il fauno sia diventato Pan, chissà perché.

1 commento:

  1. Erano anni che dovevo vederlo, per la curiosità di tanti post di blogger, e alla fine ce l'ho fatta. A me è piaciuta la sottotrama storica, mentre per il resto, il genere fantasy sorprendentemente inserito bene, non sono molto avvezzo.

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