Il GGG - Il grande gigante gentile

Un abbastanza spaventevole ma amichevole gigante (Mark Rylance), noto tra i suoi simili come Nano ma che nel suo piccolo preferisce essere chiamato GGG (*), si trova nella malaugurata circostanza di dover rapire un'orfanella londinese, Sophie (Ruby Barnhill), e di portarla nel suo strano Paese.

La convivenza tra Sophie e GGG funzionerebbe anche piuttosto bene, non fosse per il caratteraccio degli altri giganti, che maltrattano costantemente il piccolo GGG e, subodorando(**) la presenza di una umana, se la vorrebbero mangiare in un boccone.

Fortuna che Sophie ha un piano, chiedere aiuto alla regina d'Inghilterra (Penelope Wilton), spiegarle il pericolo che rappresentano i giganti ma chiarendo che il GGG è ben diverso nella sua indole.

Tra i personaggi minori appare anche brevemente Rebecca Hall, che fondamentalmente dice "Ehi, ci sono anch'io!", incassa un congruo assegno e se ne va.

Buono l'uso della CGI, bravo Rylance, eccellente la storia di partenza (***) che purtroppo è stata brutalmente normalizzata dalla sceneggiatura di Melissa Mathison, dalla regia di Steven Spielberg, e probabilimente anche dal determinante peso produttivo della Walt Disney, tutti quanti evidentemente preoccupati di non dare troppo fastidio a nessuno.

(*) In originale BFG, Big Friendly Giant.
(**) Ucci, ucci ...
(***) Uno dei caposaldi della produzione di Roald Dahl.

8 commenti:

  1. Alla regia di Spielberg non si può dire nulla ma il film l'ho trovato uno dei peggiori dell'anno, soporifero come pochi...

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    1. Non capisco cosa intendi dire, forse che il film non ti è piaciuto nonostante Spielberg? Nel bene o nel male, mi pare difficile non considerarlo come il principale artefice del lavoro.
      A me non è dispiaciuto, avrei solo preferito una maggiore aderenza al testo nelle parti più spinose, che sono state invece depotenziate, forse con l'idea di non far sollevare sopracciglia ai genitori che accompagnano la figliolanza al cinema.

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  2. Per la prima volta non ho nulla da dire su un film di Spielberg. Non mi è dispiaciuto, ma non lo considero tra i più memorabili. Si guarda e vai avanti...

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    1. Se capisco bene, intendi dire che normalmente i film di Spielberg ti stimolano maggiormente?
      Non è tra i miei registi preferiti, comunque penso di essere d'accordo con te, ha sicuramente fatto cose più interessanti (ma anche cose ben peggiori).

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  3. avrei voluto vederlo al cinema, ma non ce l'ho fatta... spero di recuperarlo al più presto!

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    1. Meglio sarebbe vederlo su uno schermo di congrue dimensioni. Arene estive e manifestazioni simili ti possono venire in soccorso, ancora per qualche settimana. Dopodiché, credo ci si debba accontentare di una visione necessariamente meno soddisfacente.

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  4. Versione americana di una storia molto inglese. Quindi molto spettacolare, poco humour.
    Manca anche quella punta di cattiveria che in Dahl non manca mai. Ad es. Nel finale del romanzo i Giganti fanno uno spuntino di alcuni scocciatori (e le autorità fanno affiggere il cartello "non date da mangiare ai giganti"). Nel film la scena non c'è.

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    1. Eh sì, quel pacioccone di Spielberg riuscirebbe ad ingentilire anche quanto di più truculento c'è al mondo. E credo anch'io che non sempre questo sia un pregio.

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