La storia fantastica

La struttura del film ha una certa somiglianza con La storia infinita di Wolfgang Petersen, da cui l'idea della distribuzione italiana di maltradurre il titolo originale The princess bride in modo da strizzare l'occhio in quella direzione. Il paragone però non regge molto, anche perché il romanzo su cui è basato La storia infinita (di Michael Ende) e la sceneggiatura del film di Petersen hanno un maggior spessore del romanzo di William Goldman che lo stesso ha convertito in sceneggiatura per il film di Rob Reiner, che è più che altro una bonaria presa in giro del genere favolistico.

In breve, si narra di un nonno (Peter Falk) che legge al nipote malato una favola. All'inizio del film sembra che i due non abbiano una buona relazione. La lettura li riavvicinerà. Ma poco si approfondisce questo aspetto, che sembra più che altro un pretesto per interrompere di tanto in tanto il procedere della favola, in genere quando è sul punto di diventare troppo caramellosa e/o scontata.

Il racconto nel racconto segue molti stereotipi tipici del genere, ma con un certo distacco divertito. I due protagonisti subito all'inizio si innamorano e si separano, Lui viene dato per morto, Lei si dispera, ma dopo qualche anno viene scelta dal signorotto locale per diventare sua moglie (e principessa), nonostante che Lei chiarisca che non prova niente per l'Altro. Tre bizzarri personaggi, un genio del male siciliano (Wallace Shawn), un fenomenale spadaccino spagnolo, e un gigante turco (André the Giant), rapiscono la fidanzatina al fine di creare il pretesto di una guerra. Interviene però un pirata che assomiglia a Zorro e che complica il loro lavoro. Seguono altre traversie, che causeranno anche l'intervento di un mago in disarmo (Billy Crystal quasi irriconoscibile sotto il pesante trucco) e un prete che sembra uscito da uno sketch dei Monty Python (Peter Cook).

Nonostante l'idea non sia male, il risultato mi è sembrato discontinuo, alcune parti divertenti, altre meno riuscite. In particolare non ho gradito come l'eroe non uccida mai, ma faccia eccezione per l'italiano e per un topone. Già che c'era poteva evitare di stroncare anche loro.

La colonna sonora (non particolarmente memorabile) di Mark Knopfler.

4 commenti:

  1. L'ho sempr trovato adorabile e molto divertente, soprattutto per il meraviglioso personaggio di Inigo Montoya.
    Con tutti i suoi difetti, è un classico imprescindibile!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo per la palma del miglior personaggio (il Montoya è lo spadaccino, per chi non avesse ancora visto il film). Lui e Lei, però, sono scarsotti. Avrei tolto loro spazio per darne di più ai personaggi secondari (il perfido albino, ad esempio), e non avrei fatto morire Vizzini, ma lo avrei fatto parzialmente redimere, aiutare Lui nella sua missione, per poi fare qualche nefandezza minore.

      Elimina
  2. Che nostalgia, un film della mia infanzia... mi piaceva tantissimo! Tutti i difetti che citi sono assolutamente veri, però ci sono affezionata lo stesso :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come è giusto che sia, al cuor non si comanda :D

      Elimina