To Rome with love

Il titolo non è particolarmente azzeccato, arrivando come terza scelta dopo l'iniziale Bop decameron, che voleva suggerire un riferimento al Boccaccio mediato dalla passione jazzistica, e dal successivo Nero fiddled, prima parte della versione inglese del modo di dire "Nerone suonava la cetra (o la lira?) mentre Roma bruciava". Entrambi bocciati perché pare che sia Boccaccio sia Nerone siano diventati degli emeriti sconosciuti. Dunque, pur avendo un ruolo importante, Roma non è la protagonista del film, e non sarebbe difficile riscrivere la sceneggiatura adattandola ad un altra città.

Il film è strutturato in quattro episodi che hanno in comune, oltre alla location, il tema di fondo, il rapporto dei protagonisti con la fama. Lo svolgimento coinvolge principalmente personaggi italiani e americani, il che dà modo a Woody Allen di realizzare un opera bilingue, che è un peccato sia stata trasformata in monolingua italiana nella nostra edizione locale, facendole perdere parte dell'interesse.

Una turista americana (Alison Pill), incontra un fustacchione romano (Flavio Parenti) i due si piacciono e decidono rapidamente di convolare. I genitori di lei (Judy Davis e Woody Allen) vengono dunque chiamati per conoscere il promesso sposo e la di lui famiglia. Il padre di lui (niente meno che Fabio Armiliato) ha una impresa di pompe funebri e una favolosa voce tenorile, a cui però riesce a dare sfogo solo sotto la doccia. Allen, regista di opere liriche in pensione, vede la possibilità di creare una star, e realizza una folle versione dei Pagliacci di Leoncavallo che ottiene contemporaneamente un gran successo (per la voce di Armiliato) e nette stroncature (per la regia). Per sua fortuna, il regista pensionato non conosce l'italiano, e dunque non capisce molto delle recensioni, credendo che "imbecille" sia un complimento.

Una giovane coppia (Alessandro Tiberi e Alessandra Mastronardi) arriva a Roma in luna di miele, attirati dagli zii di lui che vorrebbero inserire il nipote in una importante posizione di lavoro. Il caso li separa, e si trovano a vivere un'avventura simile a quella del felliniano Sceicco bianco. Lei si perde nella città, (chiede informazioni anche a Maria Rosaria Omaggio, ma Roma è troppo labirintica per lei) e incappa in un set cinematografico, fa tenerezza ad una famosa attrice (Ornella Muti) che la presenta alla star (Antonio Albanese), che se la porta in albergo, anche se non riesce a concludere per l'intermissione di un fascinoso rapinatore (Riccardo Scamarcio). Nel frattempo lui viene agganciato per errore da una fascinosa prostituta (Penelope Cruz), che si trova a dover far la parte della moglie in assenza della Mastronardi. I due verranno portati ad una festa a cui partecipa la "crème de la crème" della società romana, organizzata dal futuro capo di Tiberi (Bustric), a cui partecipano gran parte dei clienti della Cruz (tra cui Gian Marco Tognazzi).

Un noto architetto (Alec Baldwin) lascia che moglie (Carol Alt) e amici si dedichino al tour classico della città mentre lui, in preda alla melancolia di Ozymandias (citazione al quadrato via Stardust memories di Shelley) si aggira per i vicoli trasteverini alla ricerca dei luoghi della sua gioventù - aveva lì passato un anno da studente di architettura. Seduto su una panchina che ricorda molto quella de L'altro ne Il libro di sabbia di Jorge Luis Borges, viene riconosciuto da un altro americano, un giovane studente di architettura (Jesse Eisenberg) che ora vive in quello che era il suo appartamento con la sua fidanzata (Greta Gerwig). Sta giusto per arrivare a sorpresa una sua amica (Ellen Page) che, Baldwin capisce al volo, finirà per mettere alla prova gli equilibri della coppia. Più questa storia procede, e più risulta evidente che Baldwin sta vivendo una reverie della sua esperienza romana (a un certo punto la Page usa la stessa espressione allen-shelliana sopracitata).

Un impiegato qualunque (Roberto Benigni) a cui nessuno dà molto credito, lo sentiamo ad esempio pontificare sulla Solitudine dei numeri primi paragonata al Discorso del re all'uscita del cinema, senza che nemmeno moglie e amici (tra cui Lina Sastri) gli diano molta retta, diventa improvvisamente ed inesplicabilmente famoso. Il capoufficio (Giuseppe Pambieri) lo promuove a manager, passandogli pure una piacente segretaria disposta a tutto. I giornalisti (tra cui Donatella Finocchiaro) lo pedinano per chiedergli cosa ha mangiato a colazione, o di fare una dichiarazione qualunque. Attrici gli si buttano tra le braccia, tutti quanti vogliono suoi autografi. Finché un giorno il codazzo di giornalisti che lo segue vede un'altra preda su cui buttarsi e lo molla al suo destino.

Varietà di toni sottolineata anche da una colonna sonora quantomai disomogenea che combina Ciribiribin con la traviata, Amada mia amore mio del El pasador con Nel blu dipinto di blu.

L'episodio più tragico è quello di Benigni. Personaggio senza troppe pretese (si definisce "un coglione qualunque"), gli viene concesso un quarto d'ora di celebrità senza che lui ne abbia fatto richiesta, celebrità che viene altrettanto brutalmente tolta, lasciandolo in uno stato di confusione (prima ne è felice, poi si accorge che ora gli manca quell'essere al centro dell'attenzione che ha avuto per così poco tempo) che lo porta sul bilico della follia.

Melanconica la sezione di Baldwin, che rivede se stesso giovane, pieno di speranze e possibilità, si accorge di aver guadagnato esperienza col passare degli anni, che gli sarebbe forse servita ai tempi, ma di cui ora non è che sappia poi bene cosa farsene.

Più positivi gli altri due tasselli, in quello di Allen, lui riesce ad avere quell'attimo di successo che aveva cercato per tutta la vita (o almeno crede, grazie alla sua ignoranza dell'italiano); Armiliato riesce a dire no al successo, ma nel contempo a raggiungere il suo sogno, e anche Parenti impara a ragionare meno in bianco e nero e a capire le numerose sfumature che ci possono essere tra due estremi.

Quello della Mastronardi (fra parentesi, è da notare come lei, e gran parte del resto del cast italiano, regga benissimo il confronto con le star americane, a maggior dimostrazione che la crisi del nostro cinema non è dovuta a carenze artistiche) è il più romantico, nel senso più maturo del termine. Lei ha la testa fra le nuvole, ma sa ben distinguere quella che è una avventura da raccontare ai nipoti da quella che è una scelta per la vita. Lui capisce che una vita a Roma in un ambiente che non è il suo sarebbe un inferno, e non il paradiso che immaginava, e preferisce puntare su una vita più semplice e più adatta a lui. Ma è anche capace di fare tesoro dalle sue esperienze, non ritorna alla sua precedente esistenza, piuttosto la cambia senza rinnegarla.

15 commenti:

  1. concordo sul giudizio finale: la crisi del nostro cinema dipende dai soldi (pochi e spesi male) e non alla mancanza di talento di attori e registi
    quanto al film lo considero il PEGGIORE di W. Allen e l'ho candidato al premio CHIAVICA D'ORO 2013

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    1. Come puoi immaginare, più che essere in disaccordo con questo tuo parere, direi piuttosto che non riesco a capacitarmi di come si possa avere una così bassa opinione di questo film.

      Per me è un film molto interessante, probabilmente non tra i migliori di Allen, ma nemmeno tra i meno riusciti.

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    2. Non ho visto questo film ma ho la sensazione che, se dovesse vincere il premio chiavica 2013, sarebbe meritatissimo!

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    3. Appunto. Di pareri negativi sul film ne ho letti e sentiti parecchi, ma nessuno mi è sembrato avesse una qualche motivazione reale.

      Mi pare come se si sia casualmente formato un gruppo disomogeneo che, per un motivo o per l'altro (magari come nel tuo caso senza neanche vedere il film), non abbia gradito la pellicola, spesso per motivi che non vengono esplicitati.

      Sono tornato a rileggermi il post sul bibliofilo, e vedo alla base della stroncatura un paio di equivoci: (1) non è l'amore il punto focale del film, ma il rapporto con il successo, (2) non è che Roma sia vista come generatrice di vizi, e infatti hanno problemi tutti i personaggi, italiani e americani.

      E dunque torno a chiedermi, ma qual'è il vero nervo scoperto che ha toccato questo film?

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    4. a partire dal 1/1 prossimo venturo chiederò ai lettori del mio blog di dare un voto: polliceinsù (+ 1) o IUGULA (- 1)
      democrazia!!!

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    5. Ho letto così tante recensioni negative che penso "ma perché devo perdere tempo per un film così quando la lista film è già lunga di suo?".
      Spesso, oltre al film in sé, ci sono le aspettative per un film: "To Rome with love" è uscito poco dopo "Midnight in Paris" e, chi si aspettava il bis da Woody Allen, si è sentito tradito (boh, psicologia da quattro soldi).

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    6. @Bibliofilo: Con rispetto parlando della democrazia, che penso sia la miglior forma di governo che siamo riusciti ad inventare, credo che usarla fuori contesto non abbia molto senso. Arriveremmo (o torneremmo) a degli assurdi. Se tutti dicono che il Sole gira attorno alla Terra, chi afferma il contrario sbaglia. I voti sul blog sono un gioco divertente, ma non dicono molto sui votati, quanto sui votanti.

      E, scusa se ripeto la domanda, non ti è venuto il dubbio che il motivo del tuo parere negativo sul film sia altro rispetto a quello che hai scritto?

      @Sailor: Lecitissimo non guardare un film per qualunque motivo. Hai ragione, in qualche modo dobbiamo pur fare una selezione, non c'è tempo per guardarli tutti, nemmeno Gegio ci può riuscire! Però stroncare un film per sentito dire non mi pare astuto. Io non mi fido tanto neanche del mio stesso parere, troppe volte mi sono accorto che il mio umore influisce non poco sul risultato.

      Inoltre: chi si fosse aspettato da Woody Allen un doppione di Midnight in Paris non lo conosceva. Anche se i temi su cui gira attorno sono sempre quelli (sesso, amore, successo, vita, morte, religione, psicanalisi ... che altro?), difficile trovare un "bis" consecutivo tra le sue regie.

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  2. Grazie per avermi citato BlaBla (impossibile è la risposta), e qui mi allontano dagli altri e dal commento su La dea dell'amore: sono curioso di vedere Allen a Roma, ma ho anche paura di trovarci troppi pregiudizi e luoghi comuni sugli italiani. Credo che, pur non mettendolo tra le priorità, lo registrerò. Spero non sia ormai alla deriva, e che abbia un'altra piccola occasione di tornare da queste parti, magari per un all-star di Benigni.

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    1. Citazione obbligatoria, dato il contesto.

      Credo che in un film (libro, canzone, ...) uno ci veda quello che vuole vedere. Se lo pensi come raccolta di luoghi comuni e pregiudizi, probabilmente li troverai.

      Ma non credo sia il modo migliore di affrontare il film. Che sia ambientato a Roma è poco più di un accidente dovuto a motivi produttivi. Direi che il tema del film è il rapporto dell'essere umano con il successo. L'ambientazione italiana è stata utilizzata per sperimentare (a mio avviso in modo interessante) cose come una colonna sonora estremamente eterogenea o l'uso paritetico di due lingue (inglese e italiano).

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    2. Speriamo bene, perché c'è stata una certa caduta dopo il precedente film, dimostrata nelle diverse recensioni che ho letto.

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    3. Caduta ... mah. Personalmente amo la varietà, e dunque nulla mi annoia di più in un regista della ripetizione di uno stesso modulo senza fantasia. Se Rome fosse stata una semplice variazione di Paris, avrei avuto da ridire. Se il risultato è solo inferiore (ma comunque valido e interessante) la cosa non mi preoccupa minimamente. Comunque (vedi Sailor poco sopra) penso che ogni mezzo sia lecito per selezionare i film da vedere. Il tempo è poco e i metri girati sono tantissimi.

      Però devo rimarcare come io non sia riuscito a trovare critiche negative al film che mi abbiano convinto. Nemmeno quella di MIB, citata sopra, nonostante la grande considerazione che ho per lui, anche quando la pensiamo in maniera diametralmente opposta, mi è sembrata giustificata.

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    4. Ora aspetto Sky, perché tanti apprezzano il primo Allen, altri quello citazionista, altri ancora quello che parla d'amore, altri che l'hanno scoperto dopo il 2000 e non pensano affatto agli anni '70. Anche qui ho ancora tanto da vedere.

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  3. entro il 10prossimoventuro posterò su TO ROMEecc
    promesso

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    1. ... nel frattempo affilo lo sciabolone :D

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    2. Io lo aspetto in tv, e non dovrebbe mancare tanto.

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