Larry Flynt - Oltre lo scandalo

Il titolo originale punta più sul continuo, molto conflittuale e anche un po' paranoico, rapporto di Flynt con i tribunali, The people vs. Larry Flynt, molti titoli localizzati puntano come quello italiano sullo scandalistico, il più simpatico mi pare il tedesco, Larry Flynt - Die nackte Wahrheit, la nuda verità, giocando su quello che è il core business di tutta la vita del personaggio di cui si narra la biografia.

Una brutta persona, per dirla tutta. Da bambino arrotondava vendendo alcolici fatti in casa agli alcolizzati locali, crescendo, ha scoperto la sua vera passione, il sesso e il suo commercio. Dopo aver rischiato un misero tracollo, ottiene il successo grazie alla quasi casuale invenzione di Hustler, una rivista ... inutile girarci attorno, pornografica. Al confronto Playboy e Penthouse sono roba da raffinate educande.

Flynt diventa rapidamente milionario, e questo, assieme al suo caratteraccio, gli attira una serie di problemi, che più passa il tempo più crescono, al punto da subire numerosi processi, con relativi soggiorni in galera. Rischia pure di venire ammazzato a schioppettate, da non si sa bene chi. Con tutti i nemici che si era fatto, e con la notoria facilità di procurarsi armi che esiste negli USA, potrebbe essere stato chiunque.

Il punto chiave della vicenda è che uno dei suoi problemi legali arriva fino alla corte suprema. Uno dei pilastri su cui si basa la democrazia americana è la libertà di parola, garantita dal primo emendamento. Il problema è se si debba porre un limite a questa libertà, e dove questo limite stia.

Film molto difficile da fare, considerando che c'è una fascia di popolazione che non apprezza per nulla che si parli di questi temi. Fatto è che Milos Forman non è tipo da farsi intimorire dal rischio di impopolarità, come dimostra anche la regia di Qualcuno volò sul nido del cuculo, che risale al lontano 1975. A condividere i rischi dell'operazione ci si è messo pure Oliver Stone, tra i produttori.

A intepretare Flynt c'è Woody Harrelson che in una scena si trova di fronte al vero Larry Flynt che a sua volta interpreta un giudice che lo sbatte in galera.

Edward Norton, agli inizi di carriera, si comporta bene in un ruolo di supporto (è l'avvocato di Flynt), ma secondo me ad uscire meglio è Courtney Love, moglie tossica bisessuale con tendenze autodistruttive di Flynt.

4 commenti:

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    1. E' un film che ha il suo perché.

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  2. Non è tra i miei preferiti, ormai credo che a Milos Forman manchi solo qualche biografia, ma il tema è di quelli che valgono la pena di essere sintetizzati.

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    1. Direi che è un film che vale la pena di vedere. La libertà di espressione è uno dei pilastri della nostra società, ma non è facile capire che limiti abbia. Un caso estremo come quello di Flynt, aiuta a chiarirsi le idee in proposito. O almeno, potrebbe farlo.

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