Misery non deve morire

Rob Reiner ha avuto il suo decennio d'oro negli anni ottanta, a partire da This is spinal tap (1984), invenzione del mockumentary, fino a Codice d'onore (1992), ben riuscito legal thriller militare. E in mezzo ci sono cosucce come Stand by me - Ricordo di un'estate (1986), Harry, ti presento Sally... (1989), e il qui presente Misery, che fa il paio con Stand by me, in quanto entrambi basati su lavori di Stephen King, anche se l'altro è una produzione più anomala per il terrorizzante autore americano, questa, invece, è più in linea con le sue spaventevoli abitudini di scrittura.

Più che a Stand by me, mi ha infatti fatto pensare a Shining. I due sembrano quasi una riscrittura dello stesso tema da due angolazioni diverse. Uno scrittore in crisi che in una nevosa località isolata si scontra con i suoi demoni. Altra cosa in comune, è che il problema deve essere risolto, in un modo o nell'altro, dai diretti interessati. Chi cerca di intromettersi fa una rapida brutta fine.

I due film sono anche molto diversi, grazie anche alle diverse regie. Stanley Kubrick è naturalmente su un altro pianeta, ma Reiner gioca amabilmente le sue carte, dando, per quanto possibile, un maggior calore all'azione, con qualche piccola pennellata leggera di umorismo.

Un altro film che mi è venuto in mente è Psycho di Alfred Hitchcock, un altro paragone di quelli da cui difficilmente si esce bene, a causa del personaggio della pazza, che ha uno sdoppiamento di personalità simile a quello di Norman Bates, e mettiamoci pure che ad interpretarla è stata chiamata Kathy Bates - eccellente lavoro, tra l'altro.

Lo scrittore è invece James Caan, ottimo anche lui, in un ruolo ben lontano dal suo stereotipo. Gran parte dell'azione è giocata dalla relazione tra questi due personaggi, ma c'è un piccolo spazio anche per l'agente dello scrittore, nientemeno che Lauren Bacall, ormai anzianotta, ma con il suo solito sguardo assassino (in senso buono).

5 commenti:

  1. Gran film... ma soprattutto: gran libro!

    Grazie mille per il commento, CIAO!!!

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  2. Uno dei miei film Kinghiani preferiti, anche se il libro è moooolto più inquietante!
    Katie Bates praticamente perfetta!

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    1. In teoria, a quanto ho letto, l'idea di Reiner era quella di passare da carta a celluloide mantenendo lo spirito originale. Però credo che gli venga spontaneo essere più giocherellone - da cui il risultato.

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  3. Non so se inserirlo tra i film di Reiner, quelli tratti da King o quelli più paurosi: Kathy Bates, da quando rompe le caviglie allo scrittore (e penso non sia uno spoiler), mi terrorizza ogni volta che la trovo nei credits.

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    1. Una scena da far rizzare i capelli, hai ragione.

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